MMagazine - Giovanni baglionii - Anima Meccanica N1-Anno1

Anima Meccanica, Giovanni Baglioni, “MM MUSICA”

MM MUSICA è la rubrica di MMagazine dedicata al mondo della musica da ascoltare. Magari qualche lettore potrebbe domandarsi: perché quale altro mondo esiste nella musica? La domanda potrebbe anche essere lecita, ma come scoprirete nel tempo, MMagazine non tratta la musica solo dal lato dell’ascoltatore, ma anche dal lato di chi la esegue, parlando di strumenti, tecniche musicali e tanto altro che interessa al musicista. La rubrica MM MUSICA è invece quella dedicata all’ascoltatore, al fruitore della musica, al fan. In questo primo articolo della serie “MUSICANDO”, vi racconteremo di canzoni e musiche, non faremo delle vere e proprio recensioni, ma faremo un viaggio all’interno dei brani devi vari autori dal lato emozionale, tecnico e artistico, senza dare dei veri giudizi. Con questo primo articolo della serie “MUSICANDO” vi racconteremo di un’album di alcuni anni fa, ci troviamo nel 2009 quando uscì il primo lavoro discografico di Giovanni Baglioni (figlio di Claudio Baglioni): ANIMA MECCANICA.

INTRODUZIONE   

ANIMA MECCANICA, come già anticipato, è stato il primo album discografico di Giovanni Baglioni. Può essere che alcuni di voi non siano a conoscenza che Giovanni Baglioni è il figlio del notissimo cantautore Claudio, e che musicalmente ha scelto una strada totalmente diversa dal famoso padre. Come si noterà molto chiaramente dai brani, Giovanni si dedica alla musica strumentale e nello specifico con la chitarra acustica. Diciamo che in un mondo abituato (fin troppo) a collegare un musicista, come qualcuno che canta canzoni, la scelta di Giovanni Baglioni potrebbe sembrare un po’ azzardata o” fuori tempo”; noi invece apprezziamo molto questa scelta, e la sosteniamo,  perché fa capire che anche oggi un giovane e valido musicista non deve essere obbligato ad esprimersi con canzoni, ma può ancora farlo suonando la musica anche come solista strumentale, e realizzare una carriera musicale.

Per chi volesse conoscere meglio dal lato biografico Giovanni Baglioni può trovare informazioni direttamente nel suo SITO, noi invece proseguiremo subito a raccontarvi Giovanni dal lato musicale grazie al suo primo album ANIMA MECCANICA.

Come già detto sopra, questo album è stato pubblicato nel 2009, al momento non risulta (neppure dal sito di Giovanni Baglioni), che ci sia un’altro album in preparazione, ma questo non vuole dire che l’attività di Giovanni sia ferma, anzi, basta guardare le date dei suoi concerti dal sito per capire quanto il giovane chitarrista sia apprezzato.
Una cosa da dire subito, è che Giovanni è un chitarrista veramente molto bravo, anzi anche di più, che suona la chitarra acustica (non si cimenta quasi mai con chitarra elettrica),  utilizza varie tecniche anche di grande effetto virtuosistico, ma ciò che è molto bello, è che non si basa solo sulle abilità tecniche per esprimere la sua arte, ma anche su una grande lavoro interpretativo.
Vediamo comunque cosa ha realizzato in ANIMA MECCANICA.

ANIMA MECCANICA

Cover-anima-meccanica-giovanni-baglioni

Importante notare da subito che tutti i brani sono un’esecuzione solistica (cioè senza l’intervento di altri strumenti e/o musicisti), con la chitarra acustica, logicamente eseguiti da Giovanni Baglioni.
Questo permette all’ascoltatore di concentrarsi completamente sull’esecuzione dell’artista, senza essere “distratto” dall’insieme delle sonorità di altri strumenti come accade nella maggior parte delle musiche o canzoni moderne.

L’album è composto dai seguenti 10 brani:

  1. Get up!
  2. Pino
  3. Bloody finger
  4. Sirena
  5. Anima meccanica
  6. Rubik
  7. Quando cade una stella
  8. Bijoux
  9. L’insonne
  10. Dalla cenere

Come potete notare il brano nella quinta posizione ha lo stesso titolo dell’intero album, infatti il brano Anima Meccanica, è stato scelto da Giovanni Baglioni per rappresentare, “come singolo” il suo intero album. Questo non vuole dire che sia il migliore brano o il più bello (ciò dipende anche dai gusti dell’ascoltatore), ma forse è quello che nell’insieme, rappresenta e “riassume” le varie caratteristiche dello stile di questo album.

Iniziamo questo viaggio con il brano n.5,  Anima Meccanica, che da anche il nome all’album.
Potete ascoltarlo qui sotto grazie a questo video (senza video), che abbiamo trovato su youtube:

Anima Meccanica (traccia 5 dell'album)

Anima Meccanica che ha una durata complessiva di 3′:31″,  inizia con un tema che potremmo definire calmo e “meditativo”, e che si ripete due volte. Nella seconda ripetizione Giovanni aggiunge più energia, sfociando poi a 50 secondi dall’inizio, in una parte musicale che alterna tecniche di tapping a tecniche percussive sul corpo della chitarra acustica, il tutto fino a 1′:44″. Da qui il brano varia e si sussegue con momenti arpeggiati e di strumming, che si alternano fino a ad un punto molto particolare che inizia a 2′:39″, nel quale, esegue una tecnica che non conosciamo (se qualche chitarrista sa la sua definizione ce lo dica pur nei commenti sotto l’articolo), e che ricorda un po’ l’effetto di scratching che i dj  usavano con i vinili, effetto veramente molto interessante e curioso. A 2′:50″ Giovanni riprende a suonare alternando velocemente tre tecniche: arpeggiato, tapping e percussivo sul corpo chitarra! Dai 3′:00″ ritorna il tema iniziale, un poco variato, fino alla conclusione del brano.

Dobbiamo dire che è molto piacevole ascoltare questo brano, nel quale Giovanni Baglioni esegue non poche e differenti tecniche chitarristiche e secondo noi, con grande maestria e gusto.

Proseguiamo il viaggio con il brano n.3, Bloody finger,  molto ritmico ma in uno modo un po’
diverso da come si è abituati a sentire suonare la chitarra acustica in forma ritmica.
Qui sotto, da youtube un video del brano (sempre senza video).

Bloody finger (traccia 3 dell'album)

Bloody finger ha una durata di 2′:57″, è un brano concepito tutto sulla ritmica, ma non il classico e anche banale metodo di cambio accordo con strumming standard, ma qualcosa di molto, molto più articolato e anche spettacolare. Giovanni durante l’esecuzione del brano sembra proprio che stia suonando con più strumenti utilizzando varie tecniche percussive sul corpo chitarra, sulle le corde, alternando il tutto con passaggi armonici, e melodici che si intrecciano perfettamente e non fanno sentire per nulla la mancanza di altri strumenti.
All’inizio sentiamo dei colpi che simulano la cassa della batteria alternati con arpeggi che fanno da introduzione al brano. A 0′:10″ il brano parte con una ritmica e musica più piena e sembra di sentire un batterista con un chitarrista che eseguono il brano. A  0′:20″ Giovanni incrementa ancora l’andamento ritmico e armonico riempiendo ancora di più l’esecuzione. Il tutto prosegue fino a 1′:23″ quando inizia una variazione con arpeggi simile all’introduzione, ma più piena. A 1′:42″ il brano si ammorbidisce un poco e la ritmica si fa meno marcata e si nota la maggiore presenza di sezioni arpeggiate. A 2′:00″ Giovanni Baglioni riprende a suonare in modo più ritmico similmente alla prima parte del brano, e il tutto prosegue fino alla fine.

Il brano n.7,  Quando cade una stella, ci pare un titolo azzeccato dato il suo effetto sognante.
Altro video (senza video), trovato sempre su youtube:

Quando cade una stella (traccia 7 dell'album)

Quando cade una stella brano della durata di 5′:00″, come  già anticipato ha un carattere sognante, una musica che possiamo definire molto rilassante, molto piacevole e che date queste caratteristiche, secondo noi si potrebbe riascoltare anche in loop molte volte senza mai stancare. In questo brano Giovanni Baglioni utilizza tecniche chitarristiche più atte ad un “racconto” musicale, con minori interventi ritmici, e un maggiore utilizzo di armonici arpeggiati e parti melodiche. E’ un brano lento, che sin dall’inizio denota questa sua aria rilassante, molto ben interpretata dal musicista.
Per questo brano ha poco senso fare una cronistoria temporale come abbiamo fatto nei precedenti per evidenziare i vari momenti e tecniche utilizzate durante i brani. Consigliamo più che altro di ascoltarlo con molta attenzione dall’inizio alla fine, perché sarebbe un peccato ascoltarlo in modo “distratto”, perdendo così le tante sfumature sonore che si possono trovare. Comunque vogliamo solo fare notare che a 3′:30″ inizia un momento musicale che si protrae per un 15 secondi un poco più intenso e poco più ritmato, e questo è forse l’unico punto del brano in cui l’ascoltatore si potrebbe per un momento risvegliare, da quel senso rilassante che l’ascolto di tutto il brano esercita sulla nostra mente.

Ultimo brano che vogliamo raccontarvi di questo album è il n.8  Bijoux, altro brano ritmico ma molto diverso da Bloody Finger.
Come sempre per l’ascolto vi proponiamo un video tratto da youtube (ancora senza video):

Bijoux (traccia 8)

Bijoux è l’ultimo brano che vogliamo raccontarvi dell’album Anima Meccanica di Giovanni Baglioni.  La sua durata è di 2′:20″ e abbiamo scelto questa musica in quanto si differenzia dagli altri brani già presentati per varie caratteristiche. Una delle prime caratteristiche differenti  è il senso di “allegria” che esprime, o almeno, a noi da questo effetto (come sapete le sensazioni che la musiche ci possono stimolare non sono uguali per tutti). In un certo senso possiamo anche definire Bjjoux, il brano più “orecchiabile” tra tutti, forse quello che potrebbe rimanere più facilmente in mente. Questa non vuole essere una critica (perché spesso nella musica cantata il brano troppo orecchiabile è quello di non alto valore “artistico”), anzi in questo caso noi intendiamo la sua orecchiabilità proprio come un valore aggiunto, in quando non è così facile rendere memorizzabile un brano strumentale, è più facile quando è cantato, grazie all’esistenza delle parole, che è il primo metodo di comunicazione umana.
Comunque proseguendo nel viaggio musicale con Bjjoux, vogliamo fare notare che nella maggior parte di tutto il brano sono presenti molti momenti di strumming, alternati da arpeggi ma sono meno presenti le modalità percussive sul corpo chitarra. In questo caso la scelta di Giovanni non rende meno tecnico il brano ma più armonico e ciò rende il brano più completo sotto il punto di vista musicale.

Siamo quasi giunti alla conclusione di questo primo articolo di MUSICANDO, la sezione di MM MUSICA dove vi raccontiamo con un viaggio all’interno della musica di artisti noti o meno noti la loro arte.

Comunque come avrete notato non vi abbiamo raccontato tutti i brani contenuti nell’album di ANIMA MECCANICA.  Desideriamo lasciare scoprire a voi ancora più nel profondo l’arte di Giovanni Baglioni, questo giovane artista, anche  dal cognome importante, ma non ancora così conosciuto (anche se meriterebbe musicalmente la stessa fama del padre secondo noi). Da musicisti sappiamo che la scelta di esprimere la sua musica in forma esclusivamente strumentale, e al momento solamente come solista di chitarra acustica, è una via  sicuramente molto più difficile rispetto quella del padre, soprattutto oggi. Ma ciò lo rende secondo noi, un musicista ancora più speciale.

Consigliamo vivamente di ascoltare anche tutti gli altri brani, e se vi sarà possibile andate ad un suo concerto live, dove potrete ancora di più vivere la sua musica in modo molto più profondo e piacevole (QUI potete trovare le date dei suoi concerti dal suo sito). Riteniamo importante sostenere la musica di qualità come quella di Giovanni Baglioni, che purtroppo è spesso snobbata dalle case discografiche per i soliti motivi che tutti sappiamo.
Ultima nota, sappiamo che uno dei brani che probabilmente sta più a cuore a Giovanni Baglioni è L’insonne, bellissimo brano,  che  volutamente non vi abbiamo raccontato per lasciarvi la completa libertà di scoprirlo fino alle sue parti più emotive.

Di seguito alcuni dei riferimenti in internet riguardo Giovanni Baglioni per poterlo seguire:

Sito web : Giovanni Baglioni
Social: Facebook

Nota: tutti i video sono stati tratti dal canale youtube di Sommella Daniele (appassionato youtuber del padre di Giovanni Baglioni, Claudio Baglioni)

Nella speranza che questo primo viaggio di MUSICANDO vi sia piaciuto;
un saluto e al prossimo articolo!

Redazione MMagazine

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